• Pierangelo Colavito

27/04/2026 AVIS LOMBARDIA SEGNALA IL PERICOLO "PROFIT"

Nel 2025, in Lombardia, le donazioni in plasmaferesi hanno registrato un aumento dell’8,24%, salendo a quota 89.210 unità. Questo dato è stato comunicato ieri, 26 aprile, a Como, nel corso della 55° assemblea di Avis Lombardia, che ha anche evidenziato il leggero calo (-0,54%) delle donazioni totali di sangue, attestatesi nel 2025 a quota 463.891.

Ma il problema più grave non è certo questa flessione. Ma è - come ha detto Pierangelo Colavito (nella foto), presidente di Avis Milano - il tentativo dei privati di insinuarsi nell'universo-donazioni.

"L'Avis è sotto attacco", ha detto senza mezzi termini Colavito. "Non è un attacco frontale, di quelli che si vedono arrivare. E' un’infiltrazione silenziosa e organizzata da parte di soggetti profit che, dietro il linguaggio rassicurante dell’aiuto e dell’efficientamento, stanno occupando spazi che non competono loro. Con la promessa di sostenere le nostre sedi nella promozione, nel reclutamento e nell’indirizzare i donatori agli ospedali, questi soggetti entrano nel nostro sistema, intercettano relazioni, acquisiscono dati sensibili e – diciamolo con forza – trasformano il dono in una leva di profitto. Questo non è supporto. Questa è appropriazione. E' una colonizzazione silenziosa del volontariato che non possiamo più tollerare".

La legge, ha proseguito Colavito, "è limpida: promuovere, chiamare e fidelizzare i donatori è compito delle associazioni di volontariato e delle federazioni. Punto. Delegare o esternalizzare queste funzioni a chi punta al profitto significa violare lo spirito della norma, ma soprattutto tradire la fiducia dei nostri donatori e minare le fondamenta del Servizio Sanitario Nazionale. Ribadiamolo allora con forza, senza timore di disturbare nessuno: il sangue non è una merce. Il dono non è un prodotto. Se non fermiamo ora questa deriva, perderemo il senso stesso dell’essere Avis. E ricordiamoci che quando il volontariato perde il suo senso, non muore di colpo: si spegne lentamente, fino a diventare inutile".

Per questo, i delegati hanno approvato una mozione di vigilanza, "anche attiva, nei confronti di tutti quei soggetti che cercano o cercheranno di attentare al modello italiano basato sulla gratuità, sull’anonimato e sulla volontarietà del dono del sangue".