CLOSE

This website uses cookies. By closing this banner or browsing the website, you agree to our use of cookies. CLOSE

  • Stefano De Polis

02/11/2022 DE POLIS: “CAMBIAMENTO CLIMATICO, RUOLO CRUCIALE PER LE ASSICURAZIONI”

Le compagnie contribuiscono alle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici su due fronti: assicurando famiglie e aziende da possibili danni che derivano da questo fenomeno e mettendo a disposizione risorse verso investimenti sostenibili. Lo ha dichiarato Stefano De Polis (nella foto), segretario generale dell'Ivass, alla conferenza Gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia: strategie di adattamento e ruolo delle imprese assicurative, organizzata dalla stessa authority insieme a Banca d'Italia e Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità.

 

Nuovo ruolo per i dati. “Il legislatore europeo”, ha aggiunto De Polis, “ha riconosciuto il contributo sostanziale che le compagnie danni possono dare alla transizione modellizzando i rischi climatici in chiave forward looking, innovando i prodotti e le coperture e, in particolare, condividendo i dati raccolti al fine di favorire lo sviluppo di una cultura di gestione e valutazione dei rischi climatici”.

Rischi che mettono a particolare rischio l'Italia, “esposta alle calamità naturali più di molti altri paesi” e che richiedono nuovi criteri per la realizzazione delle polizze. “Il solo ricorso a estrapolazioni basate su dati storici”, ha spiegato il segretario, “non è più in grado di prevedere – come per il passato – uno scenario dei rischi futuri. La mancata disponibilità di dati robusti, la difficoltà di stimare sia frequenza e severità degli eventi sia la vulnerabilità delle attività hanno comportato sinora una scarsa diffusione – a livello mondiale, europeo e italiano – di prodotti assicurativi che offrono protezione dai danni provocati da eventi naturali”.

 

Cooperazione. C'è spazio, ha aggiunto De Polis, “per un ruolo più importante per le compagnie di assicurazione in un quadro rafforzato di cooperazione tra il settore pubblico e privato. In alcuni paesi europei ci sono interessanti esperienze, variamente articolate. Forme di intervento pubblico potrebbero contribuire a redistribuire l’onere dei premi assicurativi per perseguire obiettivi di solidarietà a livello nazionale – per esempio rendendo il prezzo delle coperture altamente mutualistico e indifferenziato sul territorio nazionale – cioè “riassicurare” i danni di livello catastrofale”.

La disponibilità e l’accessibilità di dati e modelli per la valutazione del rischio climatico, ha concluso De Polis, “sono cruciali per migliorare la valutazione e la gestione dei rischi da parte di tutti gli attori coinvolti: policy-makers, industria, supervisori e accademia. Dobbiamo interrogarci su come contribuire concretamente e rapidamente a colmare il divario di protezione assicurativa, su come rafforzare, anche con schemi innovativi di collaborazione tra settore pubblico e privato, la resilienza del nostro paese rispetto agli eventi dannosi connessi ai rischi ambientali e climatici”.