• Alessandro Calì

21/05/2026 PIÙ INTERESSE DEI LAVORATORI PER LE COPERTURE CPI

I lavoratori si mostrano più interessati a,le coperture assicurative accessorie legate alla perdita dell'occupazione. Soprattutto quelle che, oltre a liquidare una somma di denaro, offrono anche servizi di sostegno alla ricollocazione. Ad affermarlo è la ricerca Proteggere il presente e progettare il futuro. Percezioni dei lavoratori tra credito, occupabilità e strumenti assicurativi, realizzata dalla società di ricerca Excellera Intelligence su incarico della insurance business di Intoo, società di Gi Group Holding specializzata nel ricollocamento professionale.

La ricerca è stata effettuata su un campione di 809 cittadini italiani fra i 28 e i 55 anni attivi nel mondo del lavoro che hanno un prestito (mutuo o finanziamento) di importo rilevante o sono favorevoli ad accenderlo entro i prossimi tre anni. E mostra un interesse crescente per le soluzioni assicurative, in un periodo di forte precarizzazione come quello che stiamo vivendo.

L'86% degli intervistati è convinto che una Cpi sulla perdita del lavoro li aiuterebbe a sentirsi più sereni e potrebbe facilitare la sottoscrizione di un prestiti, quando non ancora attivato.

Tuttavia, il 68% del campione ammette di conoscere solo  marginalmente le polizze integrabili nei contratti di mutuo o finanziamento, mentre il 92% non è a conoscenza (o lo è, ma solo in modo superficiale) dell'assicurazione sulla perdita del lavoro e i servizi di supporto alla possibilità di trovarne uno nuovo.

Non per niente il servizio di ricollocamento è considerato utile dal 79% degli intervistati.

“La decisione di impegnarsi finanziariamente", afferma Alessandro Calì (nella foto), insurance business unit director di Intoo, "non è più soltanto una valutazione economica, ma un atto profondamente emotivo, plasmato dalla percezione di rischio occupazionale e dalla fatica reale di affrontare il mercato del lavoro da soli. In un contesto in cui il 42% degli intervistati ha già vissuto in prima persona l’esperienza della perdita dell’impiego. Il principale risultato di questa situazione di incertezza è il rinvio o la rinuncia di scelte concrete: quasi un italiano su due (46%) dichiara di aver già rimandato o abbandonato l’idea di sottoscrivere un prestito o finanziamento. Il contrario di un mercato fluido: progetti abitativi e investimenti personali vengono messi in stand by e la domanda effettiva si contrae, anche quando le condizioni di offerta diventano più favorevoli con tassi in calo. Presa coscienza di questo, è altrettanto fondamentale rendersi conto che esiste anche una richiesta latente e precisa di protezione, che non trova ancora piena corrispondenza informativa e contrattuale: gli strumenti esistono, ma spesso ancora non sono adeguatamente conosciuti”.

 

Foto di Anna Shvets da Pexels