22/01/2026 2026, ANNO DELL'IA NELLE ASSICURAZIONI?
Se il 2025 è stato l'anno in cui gli assicuratori hanno sperimentato l'intelligenza artificiale, nel 2026 si raccoglieranno i primi frutti di questo lavoro, passando dalla fase test all'adozione. Lo afferma Silvia Speranza (nella foto), regional vice president Italia e Grecia di Appian.
Nel corso del 2025, afferma, "gli assicuratori si chiedevano cosa fosse realmente l'intelligenza artificiale, come si collegasse alla loro organizzazione e come si inserisse nel loro stack tecnologico. C'è stata molta attività di piloting e testing piuttosto che uno sviluppo completo. Il che contrasta con ciò che vedremo nel 2026, quando le compagnie definiranno come governare, scalare e rendere operativa l'Ia a livello aziendale".
Sottoscrizione e sinistri
Il prossimo anno, prosegue Silvia Speranza, assisteremo a vari balzi in avanti dell'Ia. Prima di tutto, "la modernizzazione di settore sinistri e underwriting accelererà significativamente".
Queste due aree "continueranno ad attrarre investimenti. Unificare dati, decisioni e flussi di lavoro, dalla prima notifica di sinistro fino alla sua liquidazione, rimarrà una priorità per risolvere queste pratiche in modo più rapido e consistente per i clienti. Nell’underwriting, specialmente nelle linee commerciali e specialty, la modernizzazione accelererà, poichè le compagnie spingono per ridurre i tempi di ciclo migliorando al contempo la selezione del rischio e la determinazione dei prezzi".
Elaborazione manuale, ostacolo competitivo
L'elaborazione manuale dei documenti sembra ormai destinata all'archiviazione. Secondo l'esponente di Appian, infatti, questo processo "diventa un ostacolo competitivo".
Il 2026, prosegue la regional vice president Italia e Grecia di Appian, vedrà l'intelligenza artificiale passare dalla fase pilota alla produzione.
"L'intelligent document processing diventa un requisito fondamentale: si sposta oltre l'acquisizione iniziale, estendensosi all’underwriting, alla liquidazione dei sinistri e alla compliance".
La gestione manuale dei documenti, "sia che avvenga in centri postali interni o tramite fornitori in outsourcing, diventerà rapidamente un ostacolo alla competitività delle aziende. E' più lenta, più rischiosa dal punto di vista della conformità e impedisce agli assicuratori di beneficiare dell'acquisizione di dati guidata dall'intelligenza artificiale".
Il ruolo degli specialisti
Ma non si creda che non rimanga spazio per l'intervento umano. Al contrario: secondo Silvia Speranza, l'intelligenza artificiale sosterrà sottoscrittori, periti e liquidatori di sinistri piuttosto che sostituirli.
Molto, naturalmente, dipenderà dalla complessità dei processi da gestire. "Mentre prodotti di routine e bassa complessità come l'assicurazione per biciclette possono essere fortemente automatizzati", afferma l'esponente di Appian, "ciò non può avvenire per rischi complessi come le perforazioni offshore o i grandi siti industriali. Questi richiedono giudizio esperto, con l'intelligenza artificiale che accelera l'analisi e l'orchestrazione piuttosto che prendere la decisione da sola".
La governance
La redditività nel settore assicurativo "è strettamente legata alla governance, poiché si tratta un settore fortemente regolamentato", dice la manager di Appian.
"Allo stesso tempo, ci si aspetta che gli assicuratori offrano esperienze cliente iper-digitali e altamente personalizzate su larga scala. Queste pressioni si intensificano ulteriormente quando l'Ia si integra nei flussi di lavoro core".
La verifica normativa sull'intelligenza artificiale "sta aumentando, con i regolatori statali Usa e le istituzioni europee che alzano le aspettative in termini di trasparenza e controllo. Le compagnie assicurative hanno l'esigenza di decisioni basate su intelligenza artificiale che siano verificabili, loro piena tracciabilità e chiare strutture di responsabilità", sostenute da quadri di riferimento "in grado di ricostruire e dimostrare come e perché ogni decisione è stata presa, anche in sede di audit o ispezione regolatoria. Pensando ai recenti titoli sui chatbot Ai poco trasparenti che negano sinistri, la governance diventa una questione di fiducia per l'intero settore".
Le barriere culturali
Molti assicuratori, osserva Silvia Speranza, hanno uno storico di alti rendimenti, "e ciò li ha portati a investire in maniera insufficiente nella trasformazione digitale rivolta al business, affidandosi a fogli di calcolo e soluzioni manuali alternative".
Ora, però, "la direzione è quella dell'investimento nella tecnologia giusta. La sfida è che, mentre i leader parlano di sviluppo agile e iterativo, molte organizzazioni operano ancora in una cultura a cascata (waterfall). Il vecchio schema è scrivere corposi documenti di requisiti, consegnarli all'It e ricevere mesi dopo qualcosa che tecnicamente soddisfa i requisiti ma non il bisogno. La speranza è che il 2026 veda l'information technology fidarsi del business nel dare priorità chiare. E il business fidarsi dell'It nell’assicurare un delivery iterativo".

