PAOLO AICARDI
Paolo Aicardi (nella foto di repertorio) è stato confermato presidente di Andia (Associazione Nazionale Dirigenti Imprese Assicuratrici) per il triennio 2026-2028. Lo ha comunicato una nota della stessa organizzazione.
Del consiglio, oltre ad Aicardi, fanno parte Dario Scrosoppi (vicepresidente e unico confermato del direttivo in carica), Marta Calisse, Anna Gabriele, Marcello Bugari, Ernesto Clarichetti, Ugo Ruffino, Franco Lapi, Massimo Ripamonti, Aifredo Penna, Mauro Piana, Oreste Porreca, Lodovico Radice e Marino Pellegrino (consiglieri).
Segretario generale è stato scelto Bruno Patroncini, mentre Marco Ossoli sarà tesoriere.
La commissione relazioni industriali avrà invece come presidente il riconfermato Pietro Santi e i membri effettivi Anna Gabriele, Paola Tatti, Ernesto Clarichetti, Alberto Federici, Bruno Patroncini, Marino Pellegrino e Oreste Porreca.
Il collegio dei sindaci vedrà Giuseppe Porta presidente, Maria Giovanna Scinicariello e Renato Gozzini membri effettivi, Luca Proserpio e Gianni Zucchiatti membri supplenti.
Luigi Bellotto sarà invece presidente del collegio dei probiviri, composto anche da Ivano Cantarale, Nunzio Nicola Giancola (membro effettivo), Leonardo Martinelli e Marco Crudo (membri supplenti).
In conclusione, i coordinatori: Marcello Mazzotti (Forum 2027), Andrea Beia (iniziative sociali), Adriano Ravani (funzionari), Maurizio Gemelli (professional), Luigi Matarazzo (soci esteri), Marcello Bugari (Piemonte/Valle d Aosta/Liguria), Oreste Porreca (Lombardia), Anna Gabriete (Veneto/Trentino/Alto Adige/Friuli Venezia Giulia), Alberta Federici (Emilia Romagna/Marche/Abruzzo/Molise/Toscana/ Umbria) e Stefano Genovese (Lazio/Campania/Basilicata/ Puglia/Calabria/Sicilia/Sardegna),
"Recentemente", ha detto Aicardi dopo la riconferma, "abbiamo accolto con grande interesse la sentenza n. 156 dell’8 ottobre 2025 della Corte costituzionale, che ha equiparato ai sindacati firmatari del Ccnl applicato quelli “comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale” per costituire proprie rappresentanze nelle aziende. Questo ha ancora più valore nel nostro settore, dove l’Ania, al solo scopo di non trattare con Andia il rinnovo del Ccnl di categoria e nonostante il perdurante stato di vacanza contrattuale (che di per sé mi pare efficacemente autoesplicativo della salute delle relazioni industriali), continua a rifiutarsi
immotivatamente di adeguarsi al 98% dei settori produttivi del nostro paese aderendo al sistema del testo unico sulla rappresentanza. Pur avendo essa stessa avanzato analoga proposta alla commissione Lavoro pubblico e privato della camera dei deputati il 26 novembre 2013, volta all’applicazione del 5% quale soglia minima per la rappresentatività”.
