01/09/2026 SALUTE, L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON PUÒ SOSTITUIRE IL MEDICO
Intelligenza artificiale? Sì, ma con juicio. Secondo un rapporto dell’Osservatorio Sanità di Unisalute - indagine cawi realizzata da Nomisma a giugno 2026 su un campione di 1.300 cittadini italiani fra i 18 e i 70 anni con sovracampionamento nelle città metropolitane di Milano, Bologna e Napoli - vari pazienti utilizzano l'Ia per effettuare ricerche sulla salute, ma la grande maggioranza va poi dal medico.
A utilizzare prevalentemente ricerche on line, chatbot e app per cercare informazioni su malattie e medicine è il 60%, mentre a ricorrere specificamente all'Ia è il 27%. Il feedback è buono: l’86% di chi ha utilizzato l'intelligenza artificiale per informazioni su salute e benessere è soddisfatto, e il 38% lo è molto o completamente.
Il 63% del campione è però convinto che l’intelligenza artificiale possa affiancare, ma non rimpiazzare la sanità tradizionale, mentre il 16% la pensa non adatta alla salute.
Tuttavia, una percentuale non trascurabile (il 21%) considera possibile una sostituzione, anche solo parziale. Quest'ultimo dato è rilevante, ma fortunatamente minoritario: gran parte degli intervistati considera il dottore più affidabile (75%), empatico (73%), accurato (68%) e più adeguato a definire un percorso di cura personalizzato (63%).
Unici punti in cui l'Ia prevale sono la rapidità (64%) e l'accessibilità (57%); inoltre, meno della metà è conscio che questo mezzo è più incline a commettere errori (46%).
Ma quali sono le informazioni più richieste all'intelligenza artificiale? Il 41% la interpella per avere chiarimenti su analisi e referti, il 32% cerca informazioni su esami, strutture ospedaliere e percorsi di cura e il 30% punta a trovare trovare rimedi a lievi disturbi.
