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12/09/2016 INVESTITORI ISTITUZIONALI, ATTIVI A 262 MILIARDI DI EURO

Mai come in questo periodo gli investitori istituzionali sono stati al centro delle attenzioni della politica e della finanza. Pur con tutte le prudenze del caso, sta iniziando anche da noi (in molti Paesi è già una consuetudine) un interesse a convogliare una parte delle risorse a sostegno dello sviluppo e dell'occupazione nazionale. Così Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche di Itinerari previdenziali, ha introdotto la presentazione del terzo Report annuale Gli investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori dei patrimoni previdenziali per l'anno 2015, realizzato dallo stesso Centro. I numeri e il patrimonio. Gli investitori istituzionali operanti in Italia, sono 448 (contro i 467 dello scorso anno); a questi si aggiungono i Fondi pensione aperti e i Pip (Piani individuali di previdenza) che assommano a 128 (50 aperti e 78 Pip, di cui però 28 chiusi al collocamento) e le Casse e le forme di assistenza sanitaria integrativa, che secondo l'ultimo censimento relativo al 2014 sono 300. Rispetto al 2014, per effetto di fusioni, si sono ridotti di 19 unità i Fondi preesistenti, di 6 gli aperti e di 2 i negoziali. Il patrimonio totale rilevato nel Report, ammonta al 31 dicembre 2015, a 216,35 miliardi di euro (erano 207,738 nel 2014), di cui circa 125 sono affidati direttamente o indirettamente a gestori professionali (erano 108, oltre il 50%, lo scorso anno). I Fondi pensione aperti (Fpa) e i (Pip) assommano a 42,27 miliardi (erano 37,19 miliardi lo scorso anno). A questi vanno poi aggiunti i circa 3,45 miliardi di riserve e accantonamenti delle Casse sanitarie. Il totale generale assomma quindi a 262,07 miliardi di euro, cioè al 16% del Pil. Il patrimonio è continuamente aumentato negli anni passando dai 114,8 miliardi di euro del 2004, agli attuali 216 circa, con un incremento dell'88,2%. Le Fondazioni di origine bancaria sono le uniche ad aver visto ridursi il patrimonio soprattutto a causa della crisi economica che ha molto ridotto il valore della banca che ha conferito loro le risorse.Le risorse aggiuntive. Nel 2015 il flusso di nuove entrate tra proventi patrimoniali, contribuzioni (al netto delle prestazioni) e dividendi per Fondi, Casse e Fondazioni, è ammontato a 8,58 miliardi di euro con un incremento del patrimonio rispetto all'anno precedente del 4,13%; (nel 2014 l'incremento sul 2013 era stato di 14,57 miliardi, con un più 7,54%.Fondi complementari. In totale il numero degli italiani iscritti alle varie tipologie di Fondi complementari è di 7,22 milioni (comprendendo i vecchi Pip, e considerando che il dato potrebbe essere sovrastimato per le duplicazioni relative a lavoratori iscritti contemporaneamente a più forme) rispetto ai 6,44 milioni dello scorso anno, con un incremento di 780 mila unità per la gran parte dovuto all'introduzione del 'contributo contrattuale' del Fondo Prevedi. Gli iscritti, anche se un certo numero non ha versato contributi nel 2015, hanno raggiunto quasi il 30% del potenziale dei lavoratori attivi; a questi vanno aggiunti 1,7 milioni d'iscritti alle Casse privatizzate. Infine otto milioni d'italiani, molti dei quali già aderenti alle Forme di previdenza complementare, sono iscritti alle Casse sanitarie.Casse professionali. Alla fine del 2015 le 20 Casse di previdenza dei liberi professionisti contavano 1, 614mila aderenti e un patrimonio di 69,9 miliardi di euro, di cui 55,2 investiti direttamente e 14,8 affidati in gestione tramite mandato. Le Casse con il maggior numero d'iscritti sono l'Enpam, quella dei medici, con 361mila, l'Enasarco (agenti e rappresentanti di commercio,) con 240mila e la Cassa forense (avvocati), con 235.055. Dal punto di vista patrimoniale guidano la classifica per totale attivo Enpam (17,57 miliardi di euro), Cassa forense (9,78) e Inarcassa, quella degli ingegneri e architetti (8,97). La principale modalità di investimento adottata dalle Casse è la gestione diretta mobiliare, gli investimenti si concentrano nell'acquisto di titoli obbligazionari (19% delle risorse gestite direttamente), quote di Oicr (passati dal 15% del 2014 al 25% del 2015 oltre a investimenti immobiliari (26% considerando sia gli immobili sia le quote di società immobiliari e i fondi immobiliari). Tra i presenti all'incontro vi erano il presidente di Enasarco, Gianroberto Costa, e il numero uno della Cassa dei dottori commercialisti, Renzo Guffanti, che hanno rinnovato la disponibilità degli Enti di previdenza dei professionisti a incrementare gli investimenti nell'economia reale, a patto he il governo fornisca gli strumenti adatti (leggi incentivi fiscali e garanzie) per minimizzare i rischi e creare rendimenti.

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